SEZIONE II
(Individuazione degli orari di servizio e di lavoro e criteri applicativi dell'orario di lavoro)
ARTICOLO 7
(Definizioni)

ORARIO DI SERVIZIO: Si intende il periodo di tempo giornaliero finalizzato alla funzionalità delle strutture e delle articolazioni, di cui al D.C.C. n. 531/V del 24 giugno 2004 definito in base alle esigenze di servizio e alla consistenza della dotazione di personale.
ORARIO DI LAVORO: Si intende il periodo di tempo giornaliero durante il quale, in conformità all'orario d'obbligo contrattuale, ciascun dipendente assicura la prestazione lavorativa.
ORARIO DI LAVORO ARTICOLATO IN TURNI: Si intende il periodo di tempo giornaliero durante il quale, in conformità all'orario d'obbligo contrattuale e sulla base della programmazione mensile della struttura organizzata in turni continuativi e non continuativi di cui al D.C.C. n. 531/V del 24 giugno 2004, ciascun dipendente assicura la prestazione lavorativa, nel rispetto di almeno una giornata di riposo settimanale, che di norma ricade di domenica.
ORARIO DI LAVORO ARTICOLATO SU SEI GIORNI: Orario di lavoro svolto dal dipendente che presta servizio in ufficio o struttura non organizzata in turni, rispettando sempre la domenica quale riposo settimanale.
ORARIO DI LAVORO ARTICOLATO SU CINQUE GIORNI: Orario di lavoro svolto dal dipendente che presta servizio in ufficio o struttura non organizzata in turni, rispettando sempre la domenica, quale riposo settimanale, e il sabato, quale giornata di riposo compensativo per le ore espletate durante la settimana a completamento delle ore obbligatorie contrattuali.
ORARIO FLESSIBILE: Consiste nell'anticipazione o nella posticipazione dell'orario di inizio o di uscita dell'attività lavorativa giornaliera (massimo 1 ora). L'orario flessibile è applicabile solo al personale in servizio che non articola il proprio orario di lavoro in turni, presso le strutture amministrative con un numero di unità sufficiente a garantire l'attività istituzionale.
LAVORO NOTTURNO: Si intende l'attività lavorativa svolta dalle ore 22.00 alle ore 06.00.

ARTICOLO 8
(Criteri applicativi dell'orario di lavoro)

1- La programmazione e l'articolazione dell'orario di lavoro sono definite per garantire efficienza, efficacia, tempestività e trasparenza all'azione amministrativa, allo scopo di conferire maggiore funzionalità all'organizzazione dei servizi e per meglio soddisfare le esigenze dell'utenza.
2- La durata massima della prestazione lavorativa giornaliera individuale non può essere superiore a 9 (nove) ore. Ai sensi dell'articolo 24, comma 5, lettera c) del D.P.R. n°164/02, con Accordo Decentrato, redatto secondo le procedure descritte nel precedente articolo 4, possono essere individuate, in ragione di specifiche esigenze locali, ulteriori articolazioni di turni di servizio, diverse rispetto a quelle stabilite nella presente sezione. Può essere espletato un orario di lavoro superiore alle 9 (nove) ore solo presso quelle strutture che svolgono un servizio in turni continuativi sulle 24 ore (presso le Centrali Operative e le Strutture di Vigilanza) e se il singolo dipendente dichiara la propria disponibilità.
Su richiesta del dipendente interessato è concesso, al solo personale non turnista, un intervallo di almeno 30 (trenta) minuti per consentire il recupero delle energie psico-fisiche.
3- L'articolazione dell'orario di lavoro è determinata secondo le seguenti tipologie previste dal comma 4, dell'articolo 12 del D.P.R. n° 395/95:
- orario articolato in turni (nelle strutture individuate nella tabella A del D.C.C. n. 531/V del 24 giugno 2004);
- orario articolato su sei giorni settimanali (nelle strutture individuate nella tabella B del D.C.C. n. 531/V del 24 giugno 2004);
- orario articolato su cinque giorni settimanali (in tutte le strutture del CFS individuate dal D.C.C. n. 531/V del 24 giugno 2004);
- orario flessibile (in tutte le strutture del CFS escluse quelle individuate nella tabella A del D.C.C. n. 531/V del 24 giugno 2004).
4- Ai fini dell'individuazione dell'articolazione dell'orario di lavoro di cui al comma 3, in sede decentrata devono essere attivate le procedure contrattuali previste dall'articolo 25, comma 2, lett. a), e dall'articolo 26, commi 1 e 2, del D.P.R. n° 164/02.
5- Il personale con oltre 50 anni di età, o con più di 30 anni di servizio effettivo è esentato, a sua richiesta, per un periodo non inferiore a 6 (sei) mesi, dai servizi di ordine pubblico e intervento sulle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi, salvo inderogabili e comprovate esigenze di servizio debitamente documentate.

ARTICOLO 9
(Definizioni)

TURNO DI SERVIZIO: Si intende il periodo di tempo giornaliero destinato all'espletamento di un servizio svolto dal personale operante in una struttura con orario di servizio articolato in turni.
TURNO NOTTURNO: Si intende quello espletato, per almeno tre ore, nel periodo compreso tra le ore 22.00 (ventidue) e le ore 06.00 (sei) del giorno successivo.
TURNO FESTIVO: Si intende quello espletato, per almeno tre ore, nel periodo compreso tra le ore 00.00 e le ore 24.00 (mezzanotte) del giorno festivo.
SERVIZI CONTINUATIVI: Servizi che richiedono turni di servizio a copertura delle 24 ore.
SERVIZI NON CONTINUATIVI: Servizi che impegnano il personale in orari di lavoro senza copertura delle 24 ore.
TURNI CONTINUATIVI: Turni di servizio per l'espletamento dei servizi continuativi, articolati cioè sulle 24 ore giornaliere.
TURNI NON CONTINUATIVI: Turni di servizio per l'espletamento dei servizi non continuativi, non articolati cioè sulle 24 ore giornaliere.
RIPOSO SETTIMANALE: Giornata di assenza settimanale individuata dalla programmazione mensile dei turni di norma ricadente nella giornata di domenica.

1- Negli Uffici e nelle Strutture del C.F.S. che articolano l'orario di servizio in turni, il dipendente che intende articolare il proprio orario di lavoro secondo turni di servizio che lo impegnano cinque giorni a settimana e per un periodo continuativo minimo di due mesi, deve comunicare tale intenzione al responsabile dell'Ufficio amministrativo da cui dipende. L'eventuale diniego, non possibile in presenza di soluzioni concordate in sede di contrattazione decentrata, deve essere espresso entro i dieci giorni successivi alla presentazione della richiesta. Decorso il predetto termine la richiesta di fruizione dell'orario di lavoro settimanale articolato su cinque giorni alla settimana si ritiene accolta. La richiesta e' tacitamente rinnovata allo scadere dei due mesi se non intervengono motivazioni che ne impediscono la fruizione.
2- Il calcolo della riduzione dei giorni di congedo ordinario sarà effettuato in virtù di quanto stabilito dall'articolo 14 del DPR n°395/95 e arrotondato al valore intero.
3- Per eccezionali esigenze di servizio, connesse alle attività di lotta contro gli incendi boschivi, protezione civile, pubblico soccorso, ordine e sicurezza pubblica, i capi degli Uffici possono sospendere l'orario di lavoro settimanale articolato secondo il comma 1, fornendo adeguata e tempestiva informazione alle OO.SS.. L'eventuale impiego che provoca la predetta sospensione non può avere carattere di continuità e sistematicità.

ARTICOLO 10
(Orario flessibile)

1- Il dipendente che si trovi in particolari situazioni personali, sociali e familiari (es. inserimento di figli in asili nido, figli in età scolare, etc.), che ne faccia richiesta, va favorito nell'utilizzo dell'orario flessibile, compatibilmente con le esigenze di servizio. Il dipendente che intende fruire dell'orario flessibile deve fare richiesta scritta al responsabile dell'Ufficio da cui dipende amministrativamente. L'eventuale motivato diniego deve essere espresso nel termine di dieci giorni successivi alla presentazione della richiesta.
2- L'adozione dell'orario flessibile, che deve necessariamente riferirsi ad un periodo continuativo non inferiore ad un mese, con esclusione quindi di qualsiasi possibilità di fruizione a settimane, è tacitamente rinnovabile, sempre che non ostino ragioni di servizio documentate da parte del responsabile dell'Ufficio da cui dipende amministrativamente. Per eccezionali esigenze di servizio, connesse alle attività di lotta agli incendi boschivi, protezione civile, pubblico soccorso, ordine e sicurezza pubblica, ciascun responsabile dell'Ufficio potrà sospendere, in tutto o in parte, l'utilizzazione dell'orario flessibile.

ARTICOLO 11
(Riposo settimanale e recupero del ritardo)

1- Il riposo settimanale è un diritto costituzionalmente sancito.
2- Il dipendente può essere impiegato eccezionalmente nel giorno di riposo settimanale e/o nella giornata festiva infrasettimanale (per il personale non turnista) esclusivamente se si manifestino entro le 48 ore precedenti impreviste esigenze connesse ad attività di ordine e sicurezza pubblica, pubblico soccorso, lotta agli incendi boschivi, protezione civile. La notifica agli interessati dovrà avvenire almeno entro le 24 ore precedenti l'inizio del servizio. Lo stesso dipendente ha diritto al recupero nel giorno da lui indicato entro l'ultimo giorno dei due mesi successivi, tenuto conto anche dell'articolo 16, commi 3 e 4, del D.P.R. n°164/02, e fermo restando il diritto irrinunciabile al recupero in ogni caso. Trascorsi i due mesi il giorno di recupero deve essere concordato con il Capo Ufficio. Il recupero del riposo non fruito può essere cumulato con il congedo ordinario e con le altre forme di congedo e di riposo. La predetta deroga al turno di riposo non potrà superare le quattro giornate nell'anno. Devono essere altresì rispettate le previsioni di cui all'articolo 12, comma 3, lett. d) ed e) del presente Accordo.
3- Il ritardo sull'orario di ingresso al lavoro, comporta l'obbligo del suo recupero entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello in cui e' stato comunicato il ritardo al dipendente.
4- Resta valido quanto affermato all'articolo 17 del DPR n°395/95 in merito alla concessione di permessi per brevi assenze durante l'orario di lavoro.

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