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Ecomafia 2015, Lazio al quinto posto per ecoreati - a Roma oltre 1.000 nel 2014

Lazio prima regione del centro Italia e quinta tra quelle italiane per ecoreati. E ancora, Roma al quarto posto tra le province con 1.053 ecoreati. È quanto emerso dal rapporto “Ecomafia 2015″, presentato oggi da Legambiente, che in relazione al territorio laziale riporta “2.255 ecoreati”, il “7,7% del totale nazionale”, e “2.022 denunce, 6 arresti e 540 sequestri”, in una graduatoria guidata dalla Puglia. Non solo. Nella classifica nazionale della corruzione, il Lazio si piazza invece al quarto posto con 26 inchieste aperte e “al primo posto assoluto sul piano nazionale per le archeomafie, l’insieme di illeciti che riguardano crimini a danno delle opere d’arte e della storia del nostro territorio”, con “148 reati che costituiscono il 17,4% del dato italiano”. E proprio nel giorno in cui il Rapporto Ecomafia 2015 rivela che il giro dei reati ambientali cresce ancora e sfiora i 22 miliardi di euro, Danilo Scipio, Segretario Generale della Federazione Nazionale Unione Generale Lavoratori Corpo Forestale dello Stato, lancia l’allarme: “L’ipotesi che ora siano i Carabinieri, anziché la Polizia, ad assorbire il Corpo Forestale dello Stato, la dice lunga sulla confusione che regna a Palazzo Chigi e sulle reali intenzioni del Governo, che vanno in tutt’altra direzione rispetto alle necessità di garantire al Paese la salvaguardia del patrimonio ambientale e la tutela delle eccellenze agroalimentari”.

“Oltre alle problematiche legate al differente status giuridico tra Forestali – a ordinamento civile – e Carabinieri – a ordinamento militare e addirittura forza armata – sarà difficile conciliare l’organizzazione capillare del Corpo, la cui ossatura è costituita da oltre 1.000 stazioni. con quella più centralizzata dei Carabinieri in materia ambientale, articolata in 3 Gruppi per la Tutela dell’Ambiente (Milano, Roma e Napoli) e 29 Nuclei Operativi Ecologici, senza mettere a repentaglio la professionalità delle Donne e degli Uomini del CFS o il mantenimento del presidio del territorio”. “Si sta perdendo di vista una dato fondamentale ed essenziale per la tutela della natura – continua il sindacalista – il Corpo Forestale dello Stato non svolge soltanto compiti investigativi e repressivi, ma anche di alto valore tecnico e scientifico, peculiarità che andrebbero disperdendosi se non opportunamente coltivate attraverso una piena autonomia operativa e gestionale”. (www.romareport.it)

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