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Corpo Forestale dello Stato
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Abolizione del Corpo Forestale dello Stato, un coro di NO

Il ddL che prevede lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato è arrivato in Parlamento e già si è creato uno schieramento trasversale che comprende tutte le forze politiche da destra a sinistra contrarie all’accorpamento, previsto dalla proposta di legge, con la Polizia di Stato. Per la conservazione dell’antico Corpo che è a guardia dei nostri boschi si sono mobilitate Associazioni come il WWF, Legambiente, Associazioni ambientaliste e animaliste, Comuni oltre che rappresentanti di tutte le forze politiche da Gasparri (FI) a Ruta (PD) da Arrigoni (Lega Nord) a De Pedris (SEL). Ma la lista dei parlamentari di tutti gli schieramenti è lunga e per una volta sono tutti d’accordo sul fatto che il Corpo Forestale dello Stato, proprio nel momento in cui si introducono i reati ambientali nella Legislazione Italiana, vada non solo conservato come forza specifica ma addirittura rafforzato. Anche associazioni cattoliche come Libera di Don Ciotti o Don Maurizio Patriciello, presentato al Santo Padre come il “prete della terra dei fuochi”, si sono schierati apertamente contro il progetto di scioglimento di un Corpo che ha operato bene e che, in questo particolare momento, rischia di vanificare le battaglie che vengono portate avanti sul territorio per contrastare le ecomafie.

La petizione lanciata da Change.org per impedire lo scioglimento dei Corpo Forestale ha raggiunto quasi 60 mila firme in pochissimo tempo ma si è fatta sentire anche la pressione dei sindacati di categoria che nei giorni scorsi si sono ritrovati in due sit-in davanti Camera e Senato per protestare contro il tentativo di scioglimento. Va, inoltre, evidenziato come nell’opinione pubblica vi sia una confusione lessicale tra Agenti del Corpo Forestale dello Stato e “forestali” intesi come operai assunti dalle amministrazioni locali molto spesso con contratti a termine. Eclatante è il caso della Sicilia che conta 28 mila forestali che sono cosa ben diversa dagli appartenenti al CFS che in tutta Italia conta poco più di 8 mila unità. In sintesi i “forestali” sono dei civili assunti da Comuni o Regioni a volte senza nessuna specifica formazione mentre le Guardie Forestali appartengono ad un Corpo armato dello Stato e in più posseggono competenze specifiche certificate da scuole e Università. Il coro unanime di coloro che si oppongono allo scioglimento del CFS, pur concordando sulla necessità di razionalizzare la spesa per i Corpi dello Stato, ritiene che non si possono buttare al macero anni di esperienza nel settore della tutela ambientale, paesaggistica e agricola. Anche le Organizzazioni Sindacali di categoria stigmatizzano come , l’enorme consenso e gli attestati di stima giunti dai Senatori di Palazzo Madama devono evitare lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato. “Auspico che le dichiarazioni dei Senatori intervenuti durante la discussione in Aula del DdL Madia, apertamente e fortemente contrari all’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato, servano concretamente a stoppare il folle progetto di soppressione del Corpo per aprire una discussione seria sulla riorganizzazione dell’intero sistema sicurezza“. E’ quanto si legge in una nota del Responsabile del Coordinamento Sicurezza UGL Danilo Scipio. Anche le Segreterie Nazionali di categoria agroalimentare aderenti a CGIL,CISL e UIL evidenziano come sia “indispensabile salvaguardare anche la funzione di tutela dei parchi e del mantenimento della biodiversità, da parte del CFS”. Attendiamo la discussione in aula per verificare se la imponente mobilitazione della politica e della società civile otterrà il risultato sperato o se le voci autorevoli che si sono levate a favore del mantenimento del Corpo Forestale dello Stato rimangano solo un inutile “grido nella foresta”, tanto per rimanere in tema. (fonte www.lultimaribattuta.it)

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