Terra dei fuochi, adesso l'Europa scavalchi il governo
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- Venerdì, 24 Aprile 2015

"Sono addolorato. Vengo in Europa a parlare male dell'Italia". Con queste parole Don Michele Patriciello inizia il suo racconto al Parlamento europeo sul dramma della Terra dei Fuochi. I campani chiedono aiuto all'Europa dopo anni di latitanza dello Stato italiano e della Regione, indifferenti e inerti davanti allo sversamento illegale di rifiuti tossici, ospedalieri, nucleari, tessili e gli scarti dell'industria del cemento. Il portavoce al Parlamento europeo Piernicola Pedicini ha portato il caso della Terra dei Fuochi in Europa. Insieme a lui hanno partecipato al convegno "The Land of Fires emercency" Luigi Di Maio, la candidata presidente in Regione Campania Valeria Ciarambino, Don Patriciello, le mamme, i volontari, gli attivisti, gli avvocati, il popolo della Terra dei Fuochi. Si chiede aiuto all'Europa perché il governo italiano sta affossando il ddl sugli ecoreati, ha permesso al governatore Caldoro di spendere in pubblicità 24 milioni di euro per la Terra dei Fuochi, sta smantellando il Corpo Forestale dello Stato l'unico in grado di vigilare contro i reati ambientali, ha tolto 9 milioni di euro per la sorveglianza della Terra dei Fuochi e li ha girati all'Expo di Milano. Ecco cosa dice in una sua direttiva l'Unione europea:
Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare:
a) senza creare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, la flora o la fauna;
b) senza causare inconvenienti da rumori od odori;
c) senza danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse;
In Campania questi principi sono rimasti lettera morta. Le sanzioni che la Regione merita colpiscono direttamente i cittadini (e non i responsabili) che sono così vittime due volte dell'incapacità dei politici di amministrare e risolvere i veri problemi. (fonte www.beppegrillo.it)










