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Corpo Forestale, Ugl: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

(AGENPARL) – Roma, 30 apr – Ciascuno è libero di esprimere il proprio pensiero e quindi anche il giudizio personale sull’operato di Tizio o di Caio, assumendosene ovviamente le responsabilità. Quella che è stata appena partorita dal Senato è una legge delega dai contorni indefiniti, che lascia margini di discrezionalità ampi – troppo !!! – ad un governo che ha ripetutamente dimostrato di non amare il confronto e di saper calpestare con noncuranza molte forme di democrazia, in un settore di vitale importanza per il Paese, come quello della sicurezza. Per l’UGL il bicchiere è appena umido, nemmeno mezzo vuoto, qualcuno sta iniziando i festeggiamenti – nonostante i punti oscuri e pericolosi siano ancora troppi – perchè sarebbe passata la loro linea (che ancora non si capisce quale sia visto che una volta dicono che sono contrari all’accorpamento ed ora ne fanno quasi un vanto), qualcun altro, invece, si è forse già ubriacato. Il povero Fracchia la odiava quella poltrona, così impegnativa e pericolante, ed era remissivo e servile solo a causa del carattere. Da noi è tutta un’altra storia…..

La desuetudine a navigare sul web e la scarsa dimestichezza con la tecnologia, priveranno il Capo del Corpo del piacere di leggere i numerosi commenti alla sua ultima uscita sull’operato del Ministro Martina nella partita del DDL Madia. Per noi il Ministro non era nemmeno in panchina, ma in tribuna … E pensare che la totale assenza del titolare di Via XX settembre è stata più volte evidenziata e censurata anche dall’Aula del Senato. Che stupidi i Senatori e noi dell’UGL! Abbiamo pensato che il Ministro non fosse presente durante tutta la discussione quando in realtà aleggiava, non visto dai comuni mortali, per Palazzo Madama. Certo, se i ringraziamenti a Martina fossero dovuti al fatto che la sua assenza sistematica dal dibattito potrebbe aver evitato ulteriori danni al CFS, ci assoceremmo anche noi al plauso, ma poichè pensiamo che l’origine di tanta deferenza e “badogliano servilismo” sia da ricercarsi negli interessi personali, il raccapriccio è ai massimi livelli. Ci hanno accusato strumentalmente di voler difendere le poltrone, ben sapendo che il nostro unico obiettivo era quello di non privare il Corpo di una figura autorevole – al tempo – che difendesse la struttura dall’assalto ignobile dell’esecutivo e di parte della maggioranza. Dobbiamo oggi prendere atto che quel contributo di forza ed autorevolezza non può essere più fornito.

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