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Notizie

Inchiesta del quotidiano La Stampa

logo comunicatoAbbiamo sfogliato parecchi fogli di giornale, nei giorni scorsi. Probabilmente molto più di quanto abitualmente facciamo. Tre articoli del quotidiano La Stampa che non avremmo mai voluto dover leggere, dietro ed in virtù dei quali, però, abbiamo sentito e letto illazioni, prese di posizioni, discorsi zeppi di dietrologia e satira…ridicola.

Una cosa è certa: un giornalista ha voluto fare un’inchiesta, in piena autonomia e sulla base di informazioni dettagliate in suo possesso; ha voluto portare a galla questioni ben note all’interno della nostra Amministrazione – tanti in questi giorni, Sindacati compresi, hanno dichiarato di averle sempre sapute e taluni anche denunciate pubblicamente – in modo da renderle di dominio pubblico.
Qualcuno vorrebbe subdolamente far credere che sia stata l’UGL a “pilotare” l’articolo; abbiamo dimostrato negli anni, con i fatti, che se dobbiamo dire qualcosa lo facciamo tranquillamente senza timori e senza nasconderci dietro “penne” altrui.
Tale iniziativa però ha purtroppo offerto uno spaccato del C.F.S. che contrasta con l’immagine faticosamente e quotidianamente costruita da chi opera con impegno e dedizione sul territorio dovendo fare tutti i giorni i conti - nella migliore delle ipotesi - con la divisa a brandelli, i mezzi superati e senza benzina; colleghi che meritano rispetto, anche se dovessero essere di “nobili” discendenze.
Il problema nasce quando si esagera, quando le coincidenze sono troppe per poterle considerare pura fatalità. Quando i “pizzini” – per usare un termine di moda – sembrano riconducibili al Capo del Corpo e suoi familiari nonostante avesse egli vantato pubblicamente, sulle pagine del Messaggero di Rieti, la regolarità della procedura.
Non vogliamo assolutamente essere giustizialisti; i processi, come ha ricordato qualcuno nell’esercizio della massima espressione del servilismo più incondizionato, si fanno e si faranno nelle aule dei Tribunali.
Ma alla fine si faranno – sperando che la giustizia faccia il suo corso – soprattutto su altre gravi questioni grazie alle denunce circostanziate e comprovate dell’UGL e non già di altri, ai quali adesso non è rimasto null’altro che commentare e ammettere implicitamente debolezze e/o limiti di autonomia. Non sappiamo se sotto il profilo penale verranno individuati “colpevoli”; v’è però, almeno moralmente, un unico responsabile del clima di sfiducia e di disgusto diffuso, anche tra i quadri dirigenti, che si è creato a seguito delle regalie denunciate dall’UGL; v’è senz’altro un responsabile principale del conflitto con le Organizzazioni Sindacali, elevato ed esasperato solo a livello centrale, per la gestione del C.F.S.; siamo convinti che il Ministro Zaia, perfettamente consapevole, saprà senz’altro prendere gli opportuni provvedimenti.

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