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Corsi e... ricorsi storici!
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Mercoledì, 06 Maggio 2009
A seguito delle numerose richieste di chiarimento pervenute da colleghi, probabilmente confusi dal recente proliferare di proposte di nuovi – ma in realtà vecchissimi – ricorsi su alcune importanti questioni, occorre precisare quanto segue. La c.d. “Legge Pinto” è una norma che permette di ottenere un risarcimento danni a chi ha ottenuto una sentenza – qualunque sia l’esito finale – dopo almeno tre anni dalla presentazione del ricorso. In sostanza è una sorta di rimborso per ogni anno di ritardo nella pronuncia, amministrativa o civile che sia, ma che spetta solo a chi ha avuto un giudizio di durata superiore ai tre anni. Per poterla invocare, quindi, occorre aver proposto ricorso su un qualsiasi argomento ed aver subito una lungaggine processuale. Fortunatamente ancora nessun ricorso proposto e/o sostenuto dall’U.G.L. ha avuto bisogno del mero “premio di consolazione” della Legge Pinto, perché solitamente il T.A.R. del Lazio è abbastanza celere nella definizione delle controversie, ma qualora così non fosse per quelli futuri non occorre certamente essere discendenti dell’Avvocato Taormina per conoscere e far rispettare i diritti dei ricorrenti! E leggiamo inoltre la proposta dell’ennesimo – ma gli altri saranno mai stati depositati? – ricorso contro la riforma pensionistica; con cadenza regolare si leggono sui siti di varie OO.SS., anche di altre Amministrazioni, che è importante sostenere una battaglia contro l’attuale sistema pensionistico: verissimo! Ma la battaglia deve essere condotta nella sede competente, che è quella politica; già un anno fa, precisamente nel comunicato n° 20 del 2008 fummo costretti a spiegare che il nostro studio legale aveva sconsigliato fortemente un ricorso amministrativo contro la Legge Dini a causa dell’elevatissimo rischio di soccombenza, che avrebbe, tra le altre cose, determinato un assai probabile esborso a carico di ciascun ricorrente, variabile tra i 1.000 ed i 3.000 Euro, per le spese di giudizio. Pensare di far cambiare una Legge dello Stato con un semplice ricorso amministrativo è quindi abbastanza inverosimile; però, nonostante la corretta ed approfondita informazione sulla questione, se qualche collega vuole sfidare la sorte e cimentarsi in questa iniziativa improba, è sufficiente esporre tale intenzione alla nostra Segreteria Nazionale per essere messi in contatto con lo studio legale che curerà gratuitamente per gli iscritti il ricorso.