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Concorso da Primo Dirigente: annullata dal TAR la graduatoria
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- Venerdì, 06 Novembre 2009
Apprendiamo da un articolo del quotidiano LA STAMPA che il concorso a 68 posti da primo dirigente nel Corpo Forestale dello Stato è da rifare. Già, perché il TAR Lazio, con sentenza n° 09984/2009 – ma sembra che ve ne siano ben 9 complessivamente – ha annullato il decreto di approvazione della graduatoria finale determinatasi a seguito dello scrutinio per merito comparativo effettuato dal C.d.A. nella seduta del 9 ottobre 2008.
Che qualcosa non fosse andato per il verso giusto si era capito, non tanto esaminando l’elenco dei vincitori, quanto i nomi di alcuni degli esclusi. Sacrificare comandanti provinciali con esperienza pluriennale, magari a vantaggio di soggetti con una richiesta di rinvio a giudizio pendente sul capo, non è stata certamente una dimostrazione di buon senso e coerenza. E tale, a quanto pare, è stata anche la valutazione del T.A.R.. Questi signori che hanno avuto il massimo – 20 punti – nella voce attitudine all’avanzamento sono stati promossi invece di essere mandati in Commissione disciplina! Il TAR si è scagliato contro la massificazione dei giudizi dei candidati, rientrati in due grandi categorie: quelli con 20 punti (vincitori) e quelli con 17 punti (vinti). Un po’ come accaduto per il concorso ad ispettore superiore, avvenuto sempre mediante scrutinio per merito comparativo da parte del Consiglio di Amministrazione nella medesima seduta del 9 ottobre 2008, in cui i soli candidati con 12 punti – il massimo – nel criterio attitudinale sono risultati vincitori. Ed anche li è avvenuto qualcosa di poco chiaro, visto che alcuni ricorsi al TAR lamentavano il fatto che il massimo del punteggio fosse stato attribuito a diversi candidati che non avevano titoli speciali di servizio valutabili. Ma in effetti, il punteggio sull’attitudine all’avanzamento, non doveva essere attribuito sulla scorta del fascicolo personale?
È chiaro che la gestione di parecchi concorsi ultimamente ha lasciato a desiderare – quello da vice ispettore è risultato il peggiore in assoluto – però è altrettanto chiaro che cercare di aggirare le regole, quelle scritte ma anche quelle non scritte, non fa altro che minare la credibilità della stessa amministrazione e dei suoi vertici, quello politico incluso.










