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Comparto Sicurezza, indetto lo stato di agitazione
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- Venerdì, 29 Maggio 2009
Il 26 maggio le sottoscritte Organizzazioni Sindacali del Comparto Sicurezza si sono riunite per valutare alcune urgenti problematiche che interessano gli operatori della sicurezza,
in parte dovute ad alcuni provvedimenti legislativi di questo Governo, privi di quanto necessita per superare le criticità raggiunte dal sistema.Di seguito i punti comuni che sono stati evidenziati:
A) un inadeguato piano pluriennale di finanziamento per il risanamento ed il funzionamento degli apparati;
B) l’insufficienza degli stanziamenti per il rinnovo del contratto economico per il biennio 2008/2009, che non prevede un solo euro per le specificità ed i trattamenti accessori;
C) mancanza dell’impegno assunto formalmente, a dicembre 2008 e poi a febbraio u.s., dal Governo attraverso il Ministro Brunetta per l’avvio delle procedure e relativo stanziamento delle risorse economiche integrative per il riordino delle carriere;
impegno ripetuto più occasioni ufficiali dai vari Ministri e ottosegretari del Comparto Sicurezza e Difesa.
I sindacati tornano a denunciare il taglio delle risorse per tutti gli uffici di Polizia delle diverse articolazioni del Comparto Sicurezza delle polizie ad ordinamento civile: il taglio degli straordinari, degli stanziamenti per l’ordine pubblico, delle missioni (per intenderci gli accompagnamenti alla frontiera ed ai Centri di Identificazione ed Espulsione dei cittadini extracomunitari irregolari e per i servizi di traduzione e trasferimento dei detenuti), dei fondi per i fitti e la pulizia degli stabili – alcuni dei quali sono sotto sfratto
esecutivo; il blocco del turn over a fronte del massiccio pensionamento, che in quest’ultimo triennio interesserà le Forze di Polizia, a fronte del quale il Governo non ha pianificato né stanziato adeguate risorse economiche per nuove assunzioni di personale.
Inoltre la rimodulazione dell’impianto contrattuale del Comparto Sicurezza e Difesa, alla luce dell’esaltazione delle specificità militari, operata attraverso una serie di leggi e leggine, trascinerà il Comparto verso un modello corporativo e militare, portando il libero sindacato dei poliziotti verso schemi anacronistici.
Alla luce della gravità delle problematiche suesposte, le scriventi OO.SS. si aggiorneranno in una successiva ed imminente riunione per decidere le iniziative di protesta congiunte e nazionali, anche in forme eclatanti, da porre in essere per contrastare le inconcludenti politiche del Governo in materia di sicurezza.










