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Semplificare la P.A. non a scapito della legalità
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- Giovedì, 29 Settembre 2011
Brunetta: eliminare i certificati, anche quello antimafia - L’esigenza di semplificazione della P.A. è stata sempre condivisa ed entra nelle linee programmatiche del Coordinamento sicurezza Ugl, ma ciò non si può assolutamente fare a scapito della legalità. Ma andiamo ai fatti: Il Ministro Brunetta, preso nella sua foga di cambiamento ed innovazione, giunge ad affermare, nell'ambito di un elenco di ricette «vitaminiche» per la crescita che c’è esigenza di snellimento di certe, eccessive quantità di certificati: Basta certificato antimafia, basta pacchi di certificati per partecipare ai concorsi».. L'obiettivo, prosegue il ministro, è eliminare completamente i certificati nei rapporti con la P.A. e sostituirli con autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla P.A. resteranno valide solo nei rapporti tra privati. Su questi ultimi sarà apposta la dicitura: «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi». Ma sul fronte della certificazione antimafia, Il Coordinamento Sicurezza Ugl prende seriamente le distanze: « Pur condividendo l’esigenza di innovazione e semplificazione, riteniamo che la certificazione antimafia è indispensabile e non può essere modificata, costituisce uno strumento di garanzia, per un paese vittima dell’illegalità». Secondo Brunetta, in questo modo alle pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi sarà lasciata solo la scelta fra acquisire d'ufficio dati e informazioni o accettare le autocertificazioni. Anche per il Durc, il Documento unico di regolarità contributiva (e le certificazioni antimafia) nulla sarà richiesto al cittadino e si dovrà procedere sempre all'acquisizione d'ufficio. La proposta normativa, spiegano a Palazzo Vidoni, è in fase di «avanzata elaborazione» e «attraverso una serie di modifiche "chirurgiche" al Testo unico sulla documentazione amministrativa del 2000 farà compiere un notevole salto di qualità nella regolamentazione dei rapporti della Pubblica amministrazione con cittadini e imprese».










