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LIGURIA: UGL-CFS, ORARIO DI LAVORO SU CINQUE TURNI NEI COMANDI STAZIONE
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- Mercoledì, 13 Giugno 2012
(AGENPARL) - Roma, 13 giu - "Colleghi, il giorno 4 giugno si è conclusa la trattativa sull’accordo decentrato relativo all’applicazione dell’orario di servizio su cinque turni da applicare al personale in servizio presso i Comandi Stazione. E’ stata una trattativa conclusasi nel peggiore dei modi; forse nella storia delle contrattazioni sindacali, non è mai accaduto che sigle sindacali, tra cui la più rappresentativa, si sostituissero all’amministrazione: è stato proprio così, si sono fatte carico di risolvere i problemi che l’Amministrazione locale lamenta quotidianamente, la carenza di risorse umane nella nostra regione, andando a sacrificare i diritti dei colleghi che dovrebbero tutelare. Più che parlare di carenza di personale, questa O.S. è convinta invece che in questa Regione non è mai stata attuata una corretta politica della buona gestione delle risorse a disposizione". Lo si legge in un comunicato dell'Ugl Liguria - Federazione Corpo Forestale dello Stato. "Cari colleghi, il risultato è stato che Amministrazione e sigle sindacali compiacenti hanno “rapinato” dei propri diritti tutti quei colleghi che ogni giorno, con sacrificio, svolgono le proprie funzioni sul territorio; si, è stato proprio così, perché obbligare tutto il personale di un reparto alla scelta di una sola tipologia di orario di servizio, impedendo la libera scelta come previsto dall’ A.N.Q., per l’ U.G.L. è stata una scelta indecente e non rispettosa nei confronti del personale. L’U.G.L. aveva proposto al tavolo di contrattazione di prendere in esame tre tipologie di orario: 6 ore per 6 giorni; 7,12 ore per 5 giorni; 5 giorni di cui 3 giorni da 6 ore e due giorni da 9 ore, con l’accortezza che ogni comando non poteva scegliere più di due tipologie di orario, garantendo inoltre all’Amministrazione la piena disponibilità nel risolvere eventuali problemi che potessero sorgere, legati alle tipologie di orari. Nessuno ci ha ascoltati, solo il Fe.Si.Fo ha condiviso la nostra proposta. La sensazione è stata quella che ci fosse già stato un accordo prima di sedersi al tavolo, altrimenti sarebbe stato giusto dialogare su tutte le proposte avanzate; invece non è stato fatto, anzi, nel momento in cui l’ U.G.L. e il Fe.Si.Fo hanno manifestato la volontà di non firmare l’accordo, sono subito passati al calcolo delle percentuali degli iscritti di tutte le sigle presenti al tavolo, con la consapevolezza che l’accordo sarebbe passato perché sostenuto dalla maggioranza delle sigle. COMPLIMENTI!!". "Come accade in tutte le trattative, sapevamo che qualcosa dovevamo lasciare per poter prendere quello che noi ritenevamo giusto prendere per il rispetto del personale, ma l’Amministrazione, forte dell’appoggio che aveva, non ha proprio ascoltato. Amministrazione e sigle sindacali compiacenti, hanno veramente perso una ghiotta occasione per riconoscere al personale di questa regione gratitudine al lavoro che svolge quotidianamente, soprattutto durante le diverse emergenze. Nessuno ha considerato che il vincolo imposto porterà senza ombra di dubbio a qualche dissapore tra colleghi, come è già accaduto nel periodo di prova. Sarà sufficiente che ci sia un solo collega che non aderisce alla tipologia di orario proposto, per i suoi buonissimi motivi, per impedire di farlo fare al restante personale. Colleghi, consentiteci di dire che la scelta fatta dall’Amministrazione e dalle sigle sindacali accondiscendenti, servirà ad innescare la così detta “Guerra tra Poveri”, ma noi però non dobbiamo cadere nella trappola, dobbiamo affrontare le difficoltà con la massima serenità". "L’U.G.L. assicura che continuerà a lottare per questo diritto ed altri che l’Amministrazione proverà a toglierci e per far questo ci serve e ci servirà maggiore forza associativa. Un’Amministrazione che non dialoga con tutte le OO.SS., vuol dire che non ha rispetto per il proprio personale. Sono queste le ragioni per le quali l’ U.G.L. non ha firmato l’accordo SCANDALO. La cosa più disarmante è stata la percezione che alcune sigle hanno scambiato il tavolo di contrattazione (sede in cui la parte sindacale notoriamente dovrebbe difendere i diritti del personale), per una riunione dei Comandanti di Stazione.










