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Notizie

OGGI E’ IL GIORNO DEL RICORDO PER NOI CHE SIAMO STATI COLPITI DAL TERREMOTO

Sono passati due anni da quella terribile notte: un tempo lunghissimo, direbbe la maggior parte delle persone ma, stranamente, per noi non è così. La nostra esistenza è stata stravolta e straziata dal qual terribile evento. Le ferite fisiche si sono rimarginate, tutti possono ripararsi sotto un tetto, possiamo fare la spesa, possiamo permetterci di essere assorbiti in una routine quotidiana dove lavoro, casa e famiglia non lasciano spazio neanche per respirare. Una vita normale, quasi. Ma solo in apparenza: quel dolore profondo che ha squarciato le nostre anime è sempre lì, racchiuso nella nostra pancia, bloccato da un nodo che stringe la gola, rimasto pesantemente fissato sui nostri polmoni. Delle volte è così greve che è impossibile respirare. Oggi è uno di quei giorni. Era una notte che sembrava come tante; il buio, poi il tremore inaspettato, il boato assordante, la paura, le urla disperate, le rovine, la morte. E come se il tempo non fosse mai passato, i ricordi oggi sono più vivi che mai, rivolti soprattutto a coloro che, quella notte, hanno perso al vita. A loro, vogliate dedicare un attimo di silenzio per ricordarli e per piangerli ancora una volta. A coloro che, salvi, continuano a vivere, il compito doveroso di testimoniare quanto è sottile il filo che regge la nostra esistenza e ricordare quanto siamo fragili. Non dobbiamo dimenticare mai questa caratteristica che ci accomuna: deve essere la molla che ci fa donare un sorriso, portare aiuto, tendere una mano. Perché gli eventi accadono, inaspettatamente, e non lasciano il tempo per l’ultimo saluto né per l’ultimo abbraccio. Lontano dalla folla e dalle commemorazioni ufficiali, vogliamo ricordare così le 309 vittime del terremoto del 06 aprile 2009; tra queste, ricordiamo il nostro collega Luigi Giugno, sua moglie, il loro bimbo di pochi anni e la piccola che sarebbe dovuta, dopo pochi giorni, venire alla luce. Sono morti, schiacciati sotto il peso delle macerie della loro casa. E non abbiamo potuto salutarli.


           L’Aquila, 06 aprile 2011

                                                                                                                           Segreteria Regionale Abruzzo

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