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CFS: Galan (PDL), distribuzione equilibrata del personale in Abruzzo
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- Venerdì, 18 Marzo 2011
(AGENPARL) – Roma, 16 mar - L’Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato ha disposto l’immediata chiusura dei coordinamenti distrettuali in diverse regioni italiane. Gli effetti di questo provvedimento risulterebbero particolarmente dannosi in Abruzzo, prevedendo in maniera rigida una diminuzione del personale, la soppressione di comandi stazioni forestali e coordinamenti distrettuali in particolare ricadenti nella provincia di L’Aquila, proprio in un luogo dove tali comandi risultano spesso l’unica forza di polizia presente sul territorio. E’ quanto denuncia il deputato Giovanni Lolli (PD), il quale sottolinea, inoltre, che le risorse economiche previste al riguardo dalla legge finanziaria dal 2008 sono rimaste per lo più inutilizzate nonostante vi siano concorsi già espletati e graduatorie ancora aperte da cui attingere il personale idoneo. Alla questione sollevata dal deputato del Pd risponde il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Galan (Pdl) ribattendo che l’attivazione di tali misure consentirà notevoli risparmi di spesa, oltre ad un recupero del personale dagli uffici in attività sul territorio. La distribuzione territoriale del personale, sottolinea il Ministro, è avvenuta attraverso il confronto con le rappresentanze del personale aventi titolo e dunque può dirsi equilibrata. Infine, conclude il ministro, le assunzioni sono contingentate e subordinate alla preventiva autorizzazione del Dipartimento per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. Inoltre le procedure di reclutamento, già oggettivamente complesse, risultano particolarmente inclini a ostacoli che ne ritardano la definizione.
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-08808
presentata da GIOVANNI LOLLI
mercoledì 29 settembre 2010, seduta n.375
LOLLI. -
Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.
- Per sapere - premesso che: l'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato ha disposto che venissero attivati degli appositi tavoli per la revisione delle piante organiche e la revisione delle giurisdizioni dei comandi di stazione; l'ispettorato generale con comunicazioni esclusivamente inviate ai comandi regionali del Veneto, Umbria, Abruzzo, Campania, Basilicata e Calabria, avrebbe disposto l'immediata chiusura dei coordinamenti distrettuali, e la loro trasformazione in NOS (nuclei operativi speciali) già impiegabili per la campagna A.I.B.; tale riorganizzazione prevede che in caso di chiusura del coordinamento distrettuale, si dovrà valutare la possibilità di reimpiegare il personale attualmente addetto ad altra articolazione presente nella medesima sede, in via transitoria anche in sovrannumero, tenendo conto delle professionalità presenti; ed in caso di impiego del personale in N.O.S. già istituiti nella medesima sede o da istituire contestualmente alla chiusura del distretto, si dovrà tener conto dei compiti stabiliti nel decreto del capo del Corpo di istituzione dei N.O.S.; questa riorganizzazione del personale del Corpo forestale dello Stato determina difficoltà e penalizzazioni in molte regioni ed, in particolare, per la regione Abruzzo. In questo quadro la provincia di L'Aquila, già fortemente penalizzata per i tragici eventi del sisma del 6 aprile 2009, subisce, ad avviso dell'interrogante, un vero e proprio smembramento; l'Abruzzo, al contrario di quanto previsto, necessita di un potenziamento dei coordinamenti distrettuali integrando al proprio interno gruppi NOS (nuclei operativi speciali) e nuclei NIPAF (nuclei investigativi polizia forestale), poiché detti coordinamenti sono stati da sempre punti di riferimento dei cittadini in territori rurali/montani. Già dalla loro istituzione, avvenuta negli anni '50, infatti, avevano la funzione di un decentramento amministrativo e di un presidio permanente di una forza di polizia in un territorio per conformità disagiato, rappresentando una vera e propria polizia di prossimità; nella riorganizzazione è prevista una nuova distribuzione del personale sul territorio individuando in maniera rigida 543 unità di personale per la regione Abruzzo. Tali unità vengono definite «non negoziabili in nessun modo». Tenendo conto che il personale attualmente presente in regione è quantificato in 628 unità si avrebbe una soppressione di ben 28 comandi stazioni forestali e 3 coordinamenti distrettuali tutti ricadenti nella provincia di L'Aquila con compiti istituzionali fuori delle aree protette dove molti comandi risultano essere l'unica forza di polizia presente nel territorio; le attuali 628 unità, per le conformità del territorio e per la sua importanza naturalistica, risultano comunque inadeguate ed il passaggio a 543 non può che peggiorare in maniera esponenziale la situazione; per rappresentare meglio la situazione organizzativa, oltre quella riferita al numero totale di unità previste, si espone di seguito la modalità di calcolo prevista in relazione al personale e alle sue conseguenze sul territorio aquilano. Il numero di 543 unità operative attribuito alla regione Abruzzo viene tratto da un calcolo della superficie totale espressa in ettari e del personale a loro assegnata. Tale calcolo è falsato dal fatto che la distribuzione del personale non risulta equa tra il territorio delle aree parco e fuori parco. Visti i dettami delle vigente normativa dei C.T.A. (coordinamento territoriale dell'ambiente), 1 forestale ogni 1000 ettari di territorio controllato nelle aree parco, il risultato, infatti, è il seguente: 286 elementi nelle zone parco e, conseguentemente, 257 elementi nelle zone fuori parco. All'interno di questi 257 elementi dovrà, inoltre, essere individuato il personale da impiegare: nel comando regionale, nei 4 comandi provinciali, nei 3 U.T.B, nel N.O.S. fisso di Popoli, nel S.C.T. CITES senza dimenticarsi degli eventuali N.O.S. creatisi a seguito della soppressione dei 3 coordinamenti distretti di Avezzano, Sulmona e Pescasseroli, tutti operanti nell'intero territorio regionale fuori dalle zone parco; con i 257 elementi, previsti per la regione Abruzzo si potranno creare solo 41 comandi stazione, di cui 12 in provincia di Chieti, 5 in provincia di Pescara, 7 in provincia di Teramo e 17 in provincia di L'Aquila; nelle provincie di Chieti, Pescara e Teramo la situazione resterebbe pressoché invariata rispetto a quella attuale che è possibile, comunque, definire come di eterna carenza di organico, mentre nella provincia de L'Aquila si passerebbe da 35 comandi stazione a 17, con conseguenze fortemente negative; tali soppressioni, evidentemente, riguardano tutto il territorio controllato fuori delle aree parco, dove il Corpo forestale svolge la propria attività di sorveglianza e controlli del territorio in zone aspre e accidentate, un territorio vasto, costituito prevalentemente da boschi, cave, siti di interesse comunitario, discariche piccole e grandi, dissesti idrogeologici, fenomeni di bracconaggio. Senza affrontare il fenomeno degli incendi boschivi, dove il Corpo forestale svolge attività di coordinamento e direzione sia degli uomini a terra che dei mezzi aerei; nell'ultimo rapporto Ecomafia 2010, nell'analizzare i fenomeni criminosi contro l'ambiente si è evidenziato il ruolo sempre più importante, efficace e decisivo posto in essere dal Corpo forestale dello Stato nel contrasto dei reati ambientali; affrontando il tema della funzione della Guardia forestale dal punto di vista del risparmio delle risorse pubbliche chiudendo alcuni uffici e sopprimendo dei comandi di stazione forestale ci si chiede, invece, quanto verrebbe a costare in termini di sicurezza la perdita di quelle strutture già esistenti per il territorio abruzzese ed in particolare per il territorio aquilano; le poco più di 8500 unità che rappresentano tutto il personale del Corpo forestale a livello nazionale evidentemente sono un numero nettamente insufficiente per le funzioni assegnate a tale Corpo; all'articolo 1, comma 346, lettera c), della legge finanziaria per il 2008, veniva autorizzata la spesa per assunzioni di personale nel Corpo forestale dello Stato, per 1 milione di euro per l'anno 2008, 8 milioni di euro per l'anno 2009 e 16 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010, con possibilità di utilizzare le graduatorie di idonei dei concorsi già banditi o conclusi. Tali risorse non sono state impegnate ed, in particolare, i 16 milioni di euro disponibili dall'anno 2010 sono in larga parte ancora inutilizzati, nonostante vi siano concorsi già espletati e graduatorie ancora aperte da cui attingere il personale idoneo -: se il Ministro sia a conoscenza di decisioni del comando del Corpo forestale che prevedano una riorganizzazione del personale dello stesso, quali siano i suoi intendimenti al riguardo e come intenda affrontare le enormi problematiche che questa eventuale riorganizzazione creerebbe a livello nazionale ed, in particolare, in Abruzzo e nella provincia di L'Aquila. (4-08808)
Atto Camera
Risposta scritta pubblicata lunedì 7 marzo 2011
dell'allegato B della seduta n. 444 All'Interrogazione 4-08808 presentata da GIOVANNI LOLLI
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame faccio anzitutto presente che, al fine di razionalizzare l'assetto organizzativo del Corpo forestale dello Stato, è intento della mia Amministrazione procedere alla disattivazione di tutti i coordinamenti distrettuali forestali, tra cui quelli di Avezzano, Pescasseroli e Sulmona in provincia di L'Aquila. Tali misure, già attuate con successo nella regione Calabria, mirano non solo a recuperare personale dagli uffici per impiegarlo più utilmente in attività sul territorio, ma anche a conseguire significativi risparmi di spesa. Al riguardo, faccio presente che il personale attualmente in forza agli anzidetti coordinamenti distrettuali potrà essere destinato, in misura significativa, alle stazioni forestali presenti nei rispettivi comuni, nonché ad eventuali nuclei operativi speciali di protezione civile di nuova istituzione. In tal modo, la funzione di controllo del territorio risulterà potenziata, posto che il personale non sarà allontanato dalla zona dove attualmente presta servizio. Colgo l'occasione per far presente che il riassetto organizzativo in parola trae origine dalla legge 6 febbraio 2004, n. 36, recante il nuovo ordinamento del Corpo che prevede, tra l'altro, «un'equilibrata distribuzione territoriale del personale». Alla luce della predetta disposizione sono state determinate, per il biennio 2009-2010, le piante organiche degli uffici centrali e periferici e delle relative strutture dipendenti, sulla scorta di proposte definite in sede locale attraverso il confronto con le rappresentanze del personale aventi titolo. Al riguardo, evidenzio che è in corso una revisione delle circoscrizioni delle stazioni forestali, avviata con la costituzione in sede locale di specifici gruppi di lavoro, a composizione paritetica, che stanno facendo pervenire le proposte elaborate. In linea generale, ritengo opportuno rappresentare l'esiguità del personale in servizio nel Corpo forestale dello Stato a livello nazionale (pari a circa 7030 unità, a fronte di una dotazione organica di legge di 7841 elementi, cui si sommano poche centinaia di funzionari e dipendenti tecnico-amministrativi). Tale situazione, assieme ai numerosi collocamenti a riposo volontari genera, naturalmente, una diffusa carenza di personale sul territorio, con conseguenti problemi per lo svolgimento ottimale del servizio. Tale situazione si ripercuote, naturalmente, anche sul contingente complessivo in servizio della regione Abruzzo (compresi quelli ricadenti nei parchi nazionali) che, all'inizio del mese di novembre, ammontava a 620. Al riguardo, faccio presente che il totale previsto in pianta organica per la regione Abruzzo (individuato a seguito della ripartizione delle dotazioni di legge tra le varie Regioni e in base all'estensione territoriale) ammonta a 543 unità, di cui 243 attribuiti ai parchi nazionali dell'Abruzzo. Pertanto, le unità dislocabili in strutture del Corpo forestale dello Stato abruzzesi, esterne ai tre parchi nazionali, risultano pari a 300 e non a 257, come indicato dall'interrogante. Con tale disponibilità di forze, che fondamentalmente deriva dall'esiguità delle dotazioni organiche stabilite per legge, è necessario ottimizzare l'apparato organizzativo tramite accorpamento e soppressione di alcuni presidi non strategici per l'azione del Corpo sul territorio. In ogni caso, è pacifico che il riassorbimento dell'attuale soprannumero nella regione Abruzzo avverrà gradualmente per mezzo delle cessazioni dal servizio e dell'eventuale mobilità interregionale su base volontaria. Alla luce di quanto sopra, ritengo il contingente complessivo di personale attribuito nella pianta organica all'Abruzzo (considerato in termini assoluti e in rapporto alla superficie boscata) in linea con i valori riscontrabili in media nelle altre Regioni italiane. Per quanto concerne, infine, le assunzioni di personale autorizzate dalla legge finanziaria per l'anno 2008, faccio presente che nel luglio 2010 sono stati nominati ed avviati al corso d'istruzione 90 allievi agenti e 114 commissari forestali. Nell'anno 2009, invece, sono stati assunti ed avviati al corso 62 nuovi allievi agenti, poi assegnati in servizio nel 2010, ed ulteriori 185 agenti sono stati immessi in servizio al termine del periodo annuale di formazione. Con l'occasione, mi preme ricordare che le assunzioni sono contingentate e subordinate alla preventiva autorizzazione del Dipartimento per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Peraltro, le procedure di reclutamento del personale, oggettivamente complesse anche per i numerosi adempimenti prescritti dalla vigente legislazione, risultano particolarmente inclini ad incontrare ostacoli che ne ritardano la definizione.
Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Giancarlo Galan.










