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Beni confiscati: CFS, riqualificazione ecosostenibile di quelli mafiosi
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- Giovedì, 17 Giugno 2010
(ASCA) - Roma, 16 giu - E' stata stipulata oggi una convenzione per la gestione dei beni confiscati alla criminalita' organizzata tra il Corpo forestale dello Stato, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata e Libera.. Scopo della convenzione e' quello di attuare significative forme di collaborazione per rafforzare la cultura della legalita' e mantenere elevata l'attenzione sui fenomeni di criminalita' diffusa, contribuendo alla conoscenza di essi e della loro evoluzione e soprattutto proponendo, tramite la riutilizzazione per finalita' sociali dei beni confiscati alla mafia, modelli alternativi di sviluppo. La convenzione contribuira' alla raccolta, elaborazione e scambio di dati relativi ai fenomeni di illegalita' nei territori rurali e montani. Inoltre verranno svolte attivita' di formazione comune e messi a punto strumenti e attivita' di sensibilizzazione circa il tema della legalita' nelle scuole e universita'. Hanno sottoscritto la convenzione il Capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone, il Direttore dell'''Agenzia nazionale'' Prefetto Mario Morcone e il Presidente di ''Libera'' don Luigi Ciotti. Ad oggi i beni confiscati alle organizzazioni criminali e affidati al Corpo forestale dello Stato sono oltre venti. In particolare sono stati avviati dei progetti in provincia di Crotone, dove sono presenti circa 60 beni immobili confiscati, tra cui centinaia di ettari di terreni con ottime caratteristiche agronomiche, impiegati in progetti di aziende agricole o di cooperative sociali che contribuiscono a valorizzare i prodotti agricoli, fortemente radicati nel territorio, che ad oggi rappresentano il piu' importante patrimonio dell'economia crotonese. Sempre in Calabria, ad Ardore (RC), in localita' Notaro e a pochi chilometri dalla costa, circa dieci ettari di terreno sono stati inseriti in un progetto di tutela ambientale. A Caserta invece il progetto ''La mozzarella della legalita''' propone di trasformare le terre di camorra nella sede di una fattoria sociale sperimentale dove vengono utilizzate tecnologie innovative secondo il metodo biologico per l'allevamento e per la produzione e conservazione dei prodotti. Infine a Scurcola Marsicana, in provincia di L'Aquila, al posto di due fabbricati appartenuti alla Banda della Magliana, sorgera' un centro di educazione ambientale e di formazione sui temi della cittadinanza e della legalita'. Inoltre nei mesi estivi oltre 2.500 ragazzi saranno coinvolti in varie attivita' a supporto di quanti gia' operano nei diversi progetti della convenzione. Attraverso questo protocollo, il Corpo forestale dello Stato in sinergia con gli altri Enti firmatari, mettera' in atto una serie di azioni mirate a ridurre le cause dei fenomeni e finalizzate alla deterrenza delle azioni illegali e criminose commesse in danno all'ambiente e alle risorse del territorio agroforestale ed agroambientale nazionale.










