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Sindacati Sicurezza e VVFF a Montecitorio contro rischio collasso
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- Lunedì, 13 Dicembre 2010
Dopo il volantinaggio di giovedì scorso in tutte le piazze d’Italia - che ha visto anche un foltissimo presidio davanti la residenza del premier ad Arcore per lanciare un appello al governo e al Parlamento affinché la politica faccia attenzione ai problemi reali del Paese, come la sicurezza - stamattina i sindacati di tutto il Comparto Sicurezza e quelli dei Vigili del Fuoco stanno manifestando davanti a Montecitorio per richiamare l’attenzione della politica al rischio di collasso che il sistema sicurezza e di soccorso pubblico correranno se non verrà approvato l’emendamento che modifica il decreto Tremonti, convertito in legge Finanziaria, che ha introdotto un limite all’operatività di questi settori vitali alla democrazia e alla sicurezza del Paese.. Ad affermarlo Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp per la Cgil, Ugl Polizia, Coisp, Sappe, Uil Penitenziari, Sinappe, Fns Cisl Penitenziari, Fp Cgil Penitenziari, Ugl Polizia Penitenziaria, Sapf, Ugl Forestale, Fns Cisl Forestali, Fp-Cgil Forestali, Fns Cisl Vigili del Fuoco, Fp Cgil Vigili del Fuoco, Conapo, Confsal, Ugl Vigili del Fuoco, Uil Vigili del Fuoco che, nel ribadire la gravità della misura contenuta nel decreto Tremonti - in particolare nella parte in cui obbliga al tetto salariale individuale fissato al 31/12/2010, che limiterà l’operatività del settore in relazione alla crescente richiesta di servizi di sicurezza e di soccorso pubblico che il Paese promana - vogliono richiamare l’attenzione dei parlamentari affinché, oltre agli equilibri e le alchimie interne al Palazzo, ci sia la necessaria attenzione al problema della sicurezza e della legalità. Oggi, concludono i sindacalisti, se non avremo una risposta concreta alle esigenze rappresentate per la sicurezza e per i suoi operatori, il governo sancirà definitivamente il tradimento nei confronti delle donne e degli uomini in divisa, ma anche un solco insanabile tra questo mondo e l’azione che sta portando avanti. Ciò comporterà chiaramente l’inizio di una contestazione permanente e dannosa per la credibilità del governo che non gioverà a nessuno. La rivendicazione è che il governo allontani i diktat del ministero dell’Economia e della mentalità ragionieristica che ormai imperversa sovrana, a prescindere dalle esigenze del Paese e dei cittadini, e cominci a governare anche nell’interesse dei cittadini. (Il Velino)










