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GIUSTIZIA È FATTA!!
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- Martedì, 23 Luglio 2013
Nel pomeriggio di venerdì 19 luglio – data simbolo della lotta alla criminalità – il Giudice di Piazzale Clodio HA CONDANNATO A 7 MESI DI RECLUSIONE il principale colpevole dell’azione devastatoria perpetrata ai danni della stanza UGL nel maggio di 5 anni fa; pena più mite – 1 mese – agli “accompagnatori”, che pagano salato il prezzo di “un’amicizia ingombrante” e l’aver preferito essere complici piuttosto che “amici veri”. La pena detentiva è stata ulteriormente inasprita dalla condanna ad un maxi risarcimento all’U.G.L., richiesto nella costituzione di parte civile, oltre che alle spese legali e a quelle processuali. Si chiude così una delle pagine più riprovevoli della storia del Corpo Forestale dello Stato.
Una vicenda gestita male da subito, soprattutto da parte di alcuni dirigenti e funzionari, che prima hanno tentato di “insabbiare” l’accaduto - tirando conclusioni a dir poco fantasiose - e poi, avviando un’azione disciplinare che doveva essere sospesa in attesa della definizione di quella penale, si sono limitati ad irrogare sanzioni disciplinari risibili rispetto a quanto accaduto, pur citando nella delibera reati penali. Alcuni di loro sono ormai in quiescenza (ci auguriamo di non doverli più incontrare per i corridoi del Ministero), altri, invece, sono ancora in servizio (nel frattempo hanno fatto addirittura carriera); da venerdì, ripensando a ciò che hanno fatto (o meglio, non fatto) dovrebbero camminare a testa bassa, visto che con il loro comportamento hanno contribuito a ledere - e non poco - l’immagine stessa del Corpo. Ma il tempo è galantuomo e coloro i quali hanno tentato a vario titolo di sciacallare su questa vicenda denigrando e mettendo in giro ricostruzioni prive di fondamento, oggi devono solo VERGOGNARSI!! Addirittura la dignità dei singoli avrebbe preteso di non attendere i responsi della magistratura, rassegnando le proprie dimissioni… ma per certe prese di posizione bisognerebbe averne quanto meno un briciolo di quella dignità che tanti ostentano a parole (o in comunicati!) ma non certo nei fatti. Ci auguriamo che questa dura condanna serva da monito a quanti, tuttora, si sentono intoccabili e si arrogano il diritto di poter fare tutto ciò che vogliono abusando delle proprie prerogative. Sappiano che c’è un’Organizzazione Sindacale – l’U.G.L. – che non ha timori reverenziali; siano certi che chi la rappresenta, non si fa intimorire dalle pressioni né dai ricatti. Con la nostra denuncia, 5 anni fa, oltre a cercare di fare in modo che i colpevoli pagassero la giusta pena, abbiamo inteso difendere anche il diritto di esprimere le nostre idee senza temere ritorsioni tese a comprimere il Diritto inalienabile alla Libertà Sindacale – non solo quella dell’U.G.L. – colpita volontariamente nel profondo da quell’accanirsi feroce contro tutti gli strumenti necessari per poter condurre un’azione efficace di tutela del personale. Altro che rissa da bar, come l’ha definita qualche sprovveduto e superficiale “collega”! Ecco, pensare che tutt’oggi quel delinquente si definisce sindacalista firmandosi “il segretario nazionale” di un’altra O.S., ci crea veramente imbarazzo.
Roma, 22 luglio 2013
Il Segretario Nazionale
f.to Danilo Scipio










