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Notizie

COORDINAMENTO SICUREZZA UGL: ATTEGGIAMENTO MIOPE DEL GOVERNO SUL TEMA DELLA SICUREZZA

(AGENPARL) - Roma, 09 ago - Nonostante le recenti rassicurazioni di alcuni dei Ministri competenti, ieri è stato approvato dall’esecutivo l’ennesimo provvedimento di facciata in tema di sicurezza. Le operazioni di immagine con cui il Governo sta tentando di rassicurare i cittadini a seguito dell’evidente escalation criminale, cozzano nel concreto con le ultime decisioni assunte, che mortificano le aspettative e la professionalità degli uomini e delle donne del Comparto Sicurezza e riducono ai minimi termini l’operatività della funzione di polizia. È del tutto evidente che anche questo Governo, al pari dei precedenti, purtroppo considera la sicurezza dei cittadini ed i lavoratori del Comparto Sicurezza un costo e quindi l’ennesima spesa da tagliare per far quadrare i conti.

Ma senza sicurezza, come dice anche la comunità europea, non può esserci ripresa e rilancio economico e sociale del nostro Paese. Se il Governo Letta volesse veramente dare un segnale di virtuosità economica, dovrebbe varare subito il provvedimento per annullare i rimborsi elettorali ai partiti, e non tagliare sulla sicurezza, soprattutto in questo momento di forti tensioni sociali. E se da un lato questo Governo taglia, dall’altro sperpera 70 milioni di euro per l’impiego dei militari in compiti di sicurezza civile che sono invece propri delle forze di polizia, dimostrando evidentemente di disconoscere la particolarità del servizio di un così delicato settore, chiamato a garantire le condizioni imprescindibili per la civile convivenza, lo sviluppo economico ed il mantenimento della stessa democrazia e mortificando, nel contempo, la professionalità e le legittime aspirazioni di tutte le donne e gli uomini del comparto sicurezza, relegati in ufficio non per scelta ma dalla proroga del tetto individuale salariale. Basta bugie ai cittadini, basta bugie ai lavoratori del comparto sicurezza, basta allo sperpero di denaro pubblico! Risposte immediate e concrete o scenderemo in piazza.

 

 

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